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Angela Marranca (ottobre 2013)

La fotografia si è trasformata negli anni allontanandosi dalla presunzione di una rappresentazione realistica e diventando una creazione artistica che riflette la soggettività di chi fotografa.

Le foto di Lucia amplificano questo sguardo personale sulla realtà cogliendo immagini riflesse, rispecchiate da superfici con cui diventano un tutt’uno, frammenti rivelatori di un altro modo di osservare il mondo.

Fanno da specchi oggetti non adibiti normalmente a questo uso: cofani di automobili, vetrine, pozzanghere, anche contenitori di spazzatura. Le immagini sono perturbanti, rimandano messaggi intriganti, sovversivi rispetto ad un ordine precostituito sempre uguale.

Bisogna mettere a tacere il bisogno di capire, di distinguere, abbandonarsi all’effetto destabilizzante di una nuova esperienza, abbiamo bisogno di essere dislocati, di non essere sempre alla ricerca di un senso unico e immutabile. Rimettere in discussione rigide dicotomie fra vero e falso, interno esterno, dentro fuori.

Qual è la realtà, il palazzo che osserviamo direttamente o il riflesso del palazzo sulla vetrina del negozio? Perché questo secondo dovrebbe essere meno vero? E il dentro fuori come si distinguono? Il palazzo è fuori o anche dentro? La vetrata che normalmente serve a mostrare l’interno, può anche mostrare l’esterno ed includerlo.

E’ il nostro sguardo che costruisce un’immagine del mondo e crea relazioni fra gli oggetti.

Lo sguardo di Lucia, a me sembra, tende a cogliere l’infinità di relazioni fra le persone e gli oggetti ed è il suo sguardo che crea una nuova immagine del reale.

Le sue foto rimandano a concetti come identità, soggettività, relazioni. La vita è un gioco di specchi, noi pensiamo di osservare “oggettivamente” il mondo e noi stessi ma ci sfugge il gioco di proiezioni ed identificazioni che ci fa costruire quella immagine e non un’altra.

Allora come si fa a distinguere dentro fuori? Come si fa a definire l’io e l’altro? Come si fa a parlare di verità?

Questa esperienza con Lucia è sicuramente una scoperta di me nuova, le sue immagini mi hanno suscitato un interesse e hanno sollecitato emozioni al di là dell’immaginazione.

Grazie Lucia

(Angela Marranca, psicologa-psicoterapeuta) Firenze, presentazione del 5 ottobre 2013

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